di Maurizio Gazzaniga

Un sorprendente viaggio alla scoperta del mondo invisibile nascosto all'interno di un acquario d'acqua dolce
 
 
 

 

INFUSO CON Cryptocoryne spp.



Sono certamente molteplici le ragioni per le quali si vorrebbe poter conservare per un certo lasso di tempo molte delle specie di ciliati che si sono andati scoprendo all’interno delle proprie vasche. L’ideale, ovviamente, sarebbe quello di poter disporre di colture monospecifiche; tuttavia si tratta questa di una cosa difficilmente realizzabile per un comune appassionato se non a prezzo di innumerevoli difficoltà e tempo. Risulta pertanto più conveniente “accontentarsi” di allestire colture generiche dove accanto ad una o più specie di un certo interesse se ne debba tollerare anche la presenza di altre. In letteratura sono riportate varie metodiche attraverso le quali ottenere uno sviluppo più o meno massivo di ciliati. Tuttavia, notevoli risultati, si possono aggiungere sfruttando le foglie di uno tra i più comuni generi di piante d’acquario: Cryptocoryne spp. Dosando la quantità di foglie, è possibile selezionare varie specie di ciliati di grande interesse come Paramecium caudatum.


Obbiettivi

  • Identificazione di Paramecium caudatum
  • Vacuoli alimentari
  • Divisione cellulare

Materiale

  • Alcune foglie di Criptocoryne spp.
  • Tazzina da caffè in plastica
  • Pipetta di plastica
  • Forbicine
  • Vetrino portaoggetti
  • Vetrino coprioggetti
  • Contagocce
  • Carta assorbente

Preparazione

La coltura si pone in opera dosando circa 20 ml di acqua d’acquario in una tazzina da caffè (ottime quelle basse e trasparenti dotate di un piccolo manico che consentono anche un’agevole visione al microscopio stereoscopico) ed aggiungendovi 2 foglioline prelevate da una piantina in nostro possesso. Particolarmente adatta allo scopo si sono rivelate le foglie di Cryptocoryne wendtii. E’ consigliabile dividere con una forbicina ciascuna foglia in 2 o 3 pezzetti più piccoli a seconda delle dimensioni originali. Nel giro di qualche giorno, in funzione della temperatura ambiente, assisteremo ad un progressivo e per certi versi sorprendente disfacimento delle foglie che parranno come sciogliersi sotto i nostri occhi. Con l’ausilio di una pipetta in plastica, preleviamo un po’ di questo materiale ed andiamo a depositarlo su di un portaoggetti preventivamente ben pulito e sgrassato. A questo punto, impugnato un vetrino coprioggetti tra indice e pollice della mano destra e lo si pone a contatto con l’acqua del preparato di modo che s’instauri una certa tensione superficiale. Aiutandosi con le pinzette per non farlo scivolare, si tiene fermo il bordo del coprioggetti a contatto col vetrino portaoggetti e lo si adagia sino a dove possibile in maniera graduale e lenta. Si tratta questa di un’operazione critica che, almeno le prime volte, può risultare alquanto difficoltosa. Tuttavia, col tempo non è difficile acquisire quella necessaria manualità capace di farci compiere al meglio questo delicato passaggio. Al termine delle operazioni sopra esposte, qualora l’acqua risulti troppa, si pone facilmente rimedio assorbendone l’eccesso per mezzo di carta assorbente. All’opposto se l’intercapedine tra vetrino portaoggetti e vetrino coprioggetti non è interamente occupata d’acqua si pone una goccia d’acqua sul portaoggetti a contatto col coprioggetti che per capillarità, viene richiamata al di sotto di quest’ultimo. Quasi sempre ci troveremo ad affrontare condizioni caratterizzate da un eccesso d’acqua a cui è bene porre rimedio. Non dimentichiamoci infatti che i migliori risultati, sia da un punto di vista osservativo che fotografico, si ottengono soltanto con un’appropriata quantità d’acqua.


Osservazione

Il vetrino deve ora essere collocato sul tavolino portaoggetti del microscopio utilizzando il sistema di coordinate per fare in modo che questo sia posto in corrispondenza del condensatore variabile. Come sempre un primo esame del campione va effettuato a debole ingrandimento (40x). Una volta individuati alcuni esemplari di Paramecium caudatum osserviamo, passando a 100-150 ingrandimenti, la foggia inconfondibile di questi protisti caratterizzati da una parte anteriore a forma di cono tronco e una posteriore più larga con le ciglia allungantisi a formare una sorta di timone.


 
Paramecium caudatum, campo chiaro - 400x.
Numerosi esemplari ritratti su un biofilm batterico.



   
 
Paramecium caudatum, campo chiaro - 400x.
Ben in evidenza i vacuoli alimentari.
 
Paramecium caudatum, campo chiaro - 400x.
Scissione trasversalea.


A 400 ingrandimenti possiamo osservare nel dettaglio la cavità boccale o peristomio terminante nella bocca o citostoma. Passando attraverso queste cavità, i batteri ingeriti, giungono nella citofaringe dove vengono racchiusi all’interno di vacuoli alimentari per essere digeriti. La divisione cellulare avviene per divisione binaria trasversale, facilmente osservabile in tutte le sue fasi in colture ricche di esemplari.


 

 

 

 
 

         
         
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