di Maurizio Gazzaniga

Un sorprendente viaggio alla scoperta del mondo invisibile nascosto all'interno di un acquario d'acqua dolce
 
 
 
Presentazione

 


Sin dai primi anni ’70 quando ebbi modo d’ iniziare quella che si sarebbe poi rivelata una lunga e continua avventura, ho guardato ad un acquario come ad una sorta di scatola magica, capace di farmi toccare con mano quelle “cose” della natura che la scuola prima e l’università dopo mi avrebbero condotto ad apprendere. Oggi, a distanza di tanti anni, la magia non si è interrotta ed, anzi, allestisco le mie vasche ancora con lo spirito e le motivazioni di quel tempo lontano sempre capace di stupirmi dinanzi allo spettacolo che possono offrirmi. Ad accompagnarmi in questo mio viaggio di scoperta, studio e sperimentazione c’è sempre stato accanto a me quel “magico strumento”, come squisitamente definito dalla dottoressa Manfredi in “Microscopia per il naturalista dilettante” che è un microscopio composto. Attraverso le sue lenti si rende visibile ciò che visibile non è, non solo batteri e protisti dunque; ma anche particolari di oggetti più grandi come lo possono essere le foglie di una pianta d’acquario, consentendoci di spalancare una finestra su panorami altrimenti irraggiungibili e forse nemmeno immaginabili.

Il primo microscopio che ebbi modo di utilizzare era uno strumento di recupero, piuttosto semplice, con tubo porta ottica monoculare, con una torretta girevole in grado di alloggiare solo 3 obiettivi, un tavolino porta preparati circolare e con illuminazione esterna che obbligava ad una laboriosa quanto noiosa messa a punto. Eppure, malgrado la semplicità, quando toglievo la copertura antipolvere quasi sempre rimanevo come ipnotizzato tanto era il fascino di trovarmi al cospetto di qualcosa che sapevo aver rivoluzionato così profondamente il nostro modo di concepire o più semplicemente di guardare la natura
. Quali nuove scoperte mi attendevano? Quali creature mai viste prima mi avrebbe mostrato? Si, quella era davvero magia, magia che mi conduceva spesso a togliere la copertura anche solo per poterlo ammirare per godere delle emozioni che sapeva trasmettermi.

Oggi, quello strumento è solo un ricordo, il ricordo di un periodo particolare della mia infanzia.
Sul mio tavolo alloggiano apparecchiature molto più complesse che mi consentono anche di documentare fotograficamente gli “oggetti” delle mie osservazioni. Tuttavia, mentirei, se non ammettessi che il mio cuore è rimasto a quella tipologia particolare di microscopi, capaci di richiamare alla mente tempi pionieristici fatti di sorprendenti scoperte.

Intento di questo mio sito è quello di mostrare quale sorta d’ideale connubio esista tra acquariofilia e microscopia ottica nella speranza di accendere anche in altri quello stesso tarlo che mi spinge a “voler tutto vedere e conoscere” di ciò che si può mettere sotto ad una lente. In queste pagine troverete anche diversi articoli, alcuni già oggetto di pubblicazione se pur aggiornati, altri del tutto inediti. Soprattutto, però, spero possiate trovare molte risposte alle vostre domande, alla vostra curiosità, in una sorta di viaggio virtuale alla scoperta del microcosmo che si nasconde all’interno dei nostri acquari. In conclusione di queste mie brevi note introduttive, non posso esimermi dal ringraziare mia moglie Claudia, senza il cui prezioso aiuto questo sito non avrebbe mai potuto veder luce.

Maurizio Gazzaniga

 

 

 
 


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