Coltivazione: Sagittaria subulata è reperibile in commercio in vasetti idroponici con le radici immerse in un substrato spugnoso quale lana di roccia o grodan. Questa monocotiledone appartiene anch’essa alla famiglia delle Alismataceae, come gli Echinodorus con cui condivide ad esempio la fioritura ma presenta rispetto a questi una crescita più lenta. In commercio sono reperibili oltre a specie adatte all’acquario, anche piante destinate al laghetto, al paludario e all’acquaterrario. Le specie oggi reperibili per l’acquario non presentano particolari esigenze nei riguardi delle caratteristiche chimico-fisiche dell'acqua anche se crescono particolarmente bene in acqua da neutra a moderatamente alcalina (pH=7-7,5) e di durezza media elevata. Malgrado possa svilupparsi bene anche in acque povere di sostanze nutritive tuttavia è preferibile disporre di un fondo fertilizzato in cui alloggiarle. Un'attenta somministrazione di ferro ne previene la non infrequente clorosi ferrica a cui la pianta può essere soggetta. E’ senz’altro possibile coltivarla anche in acquari non riscaldati. Non si debbono segnalare particolari esigenze nemmeno nei riguardi della luce (range di coltivazione: 0,3-1 watt/litro). Sagittaria subulata si presta ad essere posizionata nella parte centrale meglio se laterale o posteriore dell'acquario dove si propaga in modo vegetativo attraverso lo sviluppo di stoloni. In condizioni ottimali le piante più sviluppate raggiungono la superficie permettendoci di godere della fioritura in particolare qualora questa avvenga in acquari aperti.