L’acquisto di un microscopio stereoscopico dev’essere considerato come il successivo e naturale passo di chi ha incominciato a curiosare nel proprio acquario con una o più lenti d’ingrandimento e desidera compiere un primo ed importante salto di qualità. Con tale strumento, grazie alla presenza di 2 obiettivi e 2 oculari, possiamo fruire d’immagini tridimensionali particolarmente suggestive che non mancheranno d’incantarci ogniqualvolta andremo ad accostare i nostri occhi agli oculari. Grazie alla possibilità di poter osservare comodamente ampie raccolte d’acqua comprendenti detriti di varia natura, avremo un prezioso alleato capace di rivelare “oggetti” che ad una lente sarebbero quasi certamente sfuggiti.

Figura 3. Microscopio stereoscopico professionale in grado di fornire sino ad un massimo di 120 ingrandimenti.
Sul mercato si possono trovare molti strumenti con costi e caratteristiche differenti, tuttavia e sostanzialmente l’ingrandimento può essere variato in due modi fondamentali:
- Cambiando le coppie di obiettivi
- Attraverso particolari meccanismi in grado di variare in continuo l’ingrandimento
Nel primo caso si tratta in genere di strumenti abbastanza economici, soprattutto qualora per variare l’ingrandimento si debba ricorrere alla sostituzione della coppia stessa di obiettivi. Nel secondo, invece, quasi sempre abbiamo a che fare con strumenti professionali definiti a “zoom” e piuttosto costosi. L’ideale sarebbe poter disporre sin da subito di uno strumento in grado d’illuminare un campione sia dal basso che dall’alto e dotato di un ottica variabile capace di fornire alternativamente 20 o 40 ingrandimenti con la testatata bioculare inclinata di 45° per una migliore comodità di osservazione. Comunque, sia che si tratti di un economico modello ad ingrandimenti fissi che di un costoso modello a zoom, con la sostituzione di obiettivi ed oculari in dotazione possiamo ottenere immagini ancora più ingrandite pur non potendosi raggiungere ingrandimenti troppo spinti e tali da far si che questa tipologia di strumenti possa considerarsi come un’alternativa ai microscopi tradizionali. Tuttavia, è anche opportuno tenere a mente che più è alto l’ingrandimento e più si perde quel peculiare effetto di tridimensionalità che tali strumenti sono in grado di regalarci e che li rendono così “speciali”. Altro aspetto non trascurabile è dato dal fatto che, mentre in un normale microscopio composto l’immagine risulta doppiamente invertita (alto-basso e destra-sinistra) questi strumenti in virtù di un particolare sistema di prismi ci consentono di avere immagini perfettamente raddrizzate. Tale aspetto si rivela particolarmente utile, ad esempio, quando si debbano manipolare i campioni che si stanno osservando. Anche per il microscopio stereoscopico vale lo stesso discorso che si è fatto per le lenti d’ingrandimento e cioè che la sua funzione certamente non si andrà esaurendo una volta acquistato un microscopio biologico.
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