di Maurizio Gazzaniga

Un sorprendente viaggio alla scoperta del mondo invisibile nascosto all'interno di un acquario d'acqua dolce
 


 
 

 
Oedogonium capillare: formazione di una zoospora

 
 

Le alghe appartenenti al genere Oedogonium sono certamente tra le alghe più comuni con le quali presto o tardi un acquariofilo è chiamato a confrontarsi. A volte in acquario i filamenti sono talmente lunghi e sottili da risultare quasi invisibili, al punto che una lumaca nel percorrerli può dare ccome l'impressione di stare lievitando attraverso la colonna d'acqua.

La riproduzione asessuale in Oedogonium spp. si attua attraverso la formazione di caratteristiche zoospore.

Nella sequenza fotografica è documentata la fuoriuscita di una zoospora dalla cellula che l'ha originata; cellula il cui intero contenuto ha contribuito alla sua formazione. Il processo si svolge nell'arco di una manciata di secondi.

Quello che rimane dopo la fuoriuscia della zoospora è un "guscio" vuoto destinato a far parte del particolato che si va ad accumulare sul fondo, cioè del detrito che dopo un po' di tempo non è difficile da osservare in qualsiasi acquario. La parete cellulare delle alghe verdi aflagellate contiene infatti polisaccaridi come la cellulosa di non facile degradazione ad opera della flora batterica presente.

 
 

In quest'immagine che dà l'avvio alla sequenza si identifica chiaramente la zoospora nell'atto di uscire dalla cellula che l'ha originata.
   

Essendo il processo molto rapido occorre sapere bene cosa cercare e dove guardare oltre ovviamente ad avere un pizzico di fortuna come sempre indispensabile.
   

In questa terza immagine della sequenza si osserva chiaramente come la zoospora sia quasi tutta fuoriuscita dalla cellula che l'ha originata.
   

In quest'altra immagine della sequenza la zoospora è praticamente quasi del tutto fuoriuscita.
   

La zoospora, completamente fuoriuscita dalla cellula ha assunto il suo caratteristico aspetto.
   

Le zoospore possiedono una caratteristica corona subapicale costituita da numerosi flagelli non disposti a coppie che le garantiscono il movimento. In quest'ultima immagine che completa la sequenza si osserva la zoospora nell'atto di allontanarsi dalla cellula che l'ha originata.
   

 

 


 



         
         
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